Piccoli vignaioli contro la burocrazia

 Non si arresta il fronte dei vignaioli critici verso uno dei punti cardine del decreto “Campo Libero”, fortemente voluto da Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, e nato per rendere più snella la gestione delle imprese agricole, ossia la dematerializzazione dei registri di carico e scarico, con la scomparsa della documentazione cartacea in favore del registro digitale. Una novità vissuta, da tanti piccoli produttori, come un’imposizione ed una complicazione, anche per colpa di una rete telematica che, nelle campagne del Belpaese, è tutt’altro che all’altezza delle necessità di un’azienda moderna. Disagio sfociato in una lettera, firmata da 200 viticoltori, piccoli e medi, dall’abruzzese Emidio Pepe alla emiliana La Stoppa, dal friulano Dario Princic ai vignaioli piemontesi San Fereolo e Rinaldi, da Tenute Dettori in Sardegna al siciliano Fenech, fino ai toscani Pacina, Monteraponi e Pian dell’Orino, insieme per chiedere al Ministro delle Politiche Agricole un deciso cambio di passo, a partire proprio dalla sburocratizzazione della gestione aziendale, dalla semplificazione a livello gestionale alla gestione della manodopera, fino alla lista degli ingredienti in etichetta (qui le richieste, https://goo.gl/Yk20DU).

Fonte: winenews.it