Piccolo è bello, e difficile: tra burocrazia e mercato

Piccolo è bello. Così vuole il motto, veritiero solo in parte, perché piccolo è anche difficile, specie nel mondo del vino. Significa, essenzialmente, affrontare gli stessi ostacoli delle aziende medie e grandi con un “passo” decisamente più corto. Una disparità emersa con forza con l’entrata in vigore del decreto “Campo Libero”, fortemente voluto dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, e nato per rendere più snella la gestione delle imprese agricole, ma che alla prova dei fatti si sta rivelando come un limite ulteriore. La dematerializzazione dei registri di carico e scarico, con il completo passaggio al digitale, ed il superamento del cartaceo in cantina, non è stato che la goccia capace di far traboccare un vaso già colmo, esondato come un fiume in piena, e sfociato nella lettera aperta, firmata da 200 piccoli viticoltori del Belpaese, compresi nomi e griffe di rilievo del panorama produttivo italiano, destinata proprio al Ministro Martina (pubblicata da WineNews qui: https://goo.gl/9kKRNr). Piccolo è difficile quindi, ma anche bello: a piccoli numeri, spesso e volentieri, corrisponde grande qualità. E lo sa bene uno dei principali distributori del Paese, il Gruppo Meregalli, che sulle piccole aziende (come molti del Club Excellence di cui fa parte con Sagna, Balan, Cuzziol Grandivini, Pellegrini, Sarzi Amadè, Vino & Design, Proposta Vini e Pws, ndr) ha deciso di puntare con una rete parallela, la “Visconti 43 Srl”, che ha mosso i primi passi proprio ad inizio 2017. “Le aziende più piccole e meno strutturate, ma che fanno qualità, sono fondamentali per un’offerta completa alla ristorazione. Vere e proprie griffe – ha raccontato a WineNews Marcello Meregalli, a capo del Gruppo – che non possono andare da sole sul mercato, perchè presupporrebbe una spesa insopportabile”. Ma il Gruppo Meregalli non è certo l’unico grande distributore che ha deciso di virare in maniera decisa sui piccoli produttori. C’è chi ci punta da sempre, come “Proposta Vini”, che in trent’anni di attività ha messo su un portafoglio di 200 aziende di tutta Italia, la maggioranza delle quali “produce intorno alle 50.000 bottiglie, molte ne fanno poche migliaia, e qualcuna più o meno 150.000”, come ha raccontato il suo patron, Giampaolo Girardi

Fonte: winenwes.it