Vinitaly e il suo futuro per Martina e Veronafiere

“Vinitaly è un appuntamento fondamentale, è l’occasione per ascoltare i bisogni delle filiera e valutare le cose che abbiamo lanciato negli ultimi anni. Penso al registro dei controlli che è operativo, penso al Testo Unico del Vino, di cui presenteremo un primo pacchetto di misure applicative. E poi nel 2017 si festeggiano i 60 anni dei Trattati di Roma, e grazie alla presenza a Vinitaly del Commissario all’Agricoltura Ue Phil Hogan, vogliamo che l’Italia sia al centro della riflessione, motore della nuova visione della Pac post 2020. Il vino è il settore guida dell’agroalimentare italiano. E anche per questo dico grazie a Verona e a Vinitaly, e soprattutto alle imprese del vino italiano”. Così ha parlato il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, oggi a Roma nella presentazione di Vinitaly 2017 (9-12 aprile, http://www.vinitaly.com), l’edizione dei “50 anni più uno”, quella che guarda al futuro. È “il primo Vinitaly dopo che da Ente Autonomo siamo diventati Spa – ha sottolineato il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese – e ci sono sul piatto 94 milioni di euro di piano di investimento. Vinitaly, è il nostro asset più importante, e sarà quello che beneficerà di più di questi investimenti. Guardiamo sempre più anche all’internazionalizzazione, puntando ad aumentare la presenza di espositori stranieri (+30%), ma soprattutto di buyer: già quest’anno ne abbiamo 2.000 in più dei 29.000 del 2016, e sono già previsti oltre 5.000 incontri B2b, anche grazie al lavoro dell’Ice, di Unione Italiana Vini e Federvini”. “È l’anno in cui parte il processo della “digital trasformation” – ha sottolineato il dg Veronafiere Giovanni Mantovani – vogliamo mettere la grande mole di informazioni e di contatti che con le tante iniziative che facciamo raccogliamo, a disposizione delle imprese, per investire in quello che si chiama “economia 4.0”. E poi – ha detto Mantovani – con Ismea lanceremo uno strumento di ricerca, un modello economico previsionale per capire come si svilupperanno e come i diversi Paesi sul fronte del consumo di vino, che sarà importante per le imprese italiane per capire come e dove direzionare sempre meglio ed in modo più mirato gli investimenti”.

fonte: winenews.it