Ocm promozione, c’è lo schema di decreto

Ocm vino promozione 2017-2018, qualcosa si muove. Il Ministero delle Politiche Agricole, riporta l’agenzia di stampa “Il Velino”, ha inviato alla Conferenza Stato Regioni lo “schema di decreto” convocando una riunione tecnica per il 5 giugno, “considerata l’urgenza del provvedimento in oggetto”, per “verificare la possibilità di una sua immediata iscrizione alla seduta della Conferenza Stato Regioni dell’8 giugno prossimo”. Di fatto, quindi, le Regioni hanno solo fino a domani per analizzare il testo, se si considera che il 2 giugno si celebra la Festa della Repubblica. Dalle prime reazioni raccolte da WineNews, però, emerge che in buona sostanza le indicazioni della filiera su diversi punti, di fatto, non sembrano essere state prese in considerazione dal Ministero, e inoltre i dirigenti delle Regioni sarebbero sul piede di guerra anche per i tempi strettissimi. In ogni caso, tra gli aspetti più rilevanti del testo (https://goo.gl/xv3MeK), la soglia massima di contributo richiedibile per i progetti a valere sulla quota nazionale (30 milioni sui 100 totali per l’Italia) sarà di 3 milioni di euro, qualsiasi sia l’importo totale del progetto presentato (finanziabile non oltre il 50%), mentre il contributo minimo ammissibile non potrà essere inferiore a 100.000 euro per Paese terzo (o 200.000 se l’obiettivo è un solo Paese). I criteri di priorità per la compilazione delle graduatorie, ad oggi, sono simili a quello del discusso bando 2016-2017 (su cui ancora pendono le sentenze del Tar, attese quanto prima, sui ricorsi), ma la novità, come ventilato nelle scorse settimane, è che saranno ammessi a contributo tutti i progetti che riceveranno un punteggio pari o superiore a 50 punti, e se la richiesta di contributo supererà il plafond, si procederà con un taglio proporzionale pro rata per tutti. E in quel caso, il soggetto proponente ammesso a finanziamento potrà presentare una rimodulazione dell’importo complessivo del progetto. A quel punto, i soggetti proponenti potranno decidere se accettare o meno il contributo. Questo lo stato dell’arte ad oggi di un percorso che, come già successo nel recente passato, purtroppo non sembra essere partito con il piede giusto.

fonte: winenews.it