2017, una vendemmia che rimarrà nella storia

Vendemmia 2017? Un solo punto fermo, la forte incertezza. Come, probabilmente, non è mai capitato. Nel corso di quest’anno abbiamo visto di tutto, dalle gelate tardive, alle grandinate, alla siccità quasi desertica. Ma il millesimo 2017 è ancora tutto da scrivere, tranne il fatto che le rese saranno più basse e la raccolta sarà anticipata (tra i 10 e i 15 giorni). Un’annata a dir poco complicata, con più problemi per i vitigni precoci e con qualche speranza in più di un exploit qualitativo per i vitigni tardivi. Una vendemmia che rimarrà nella storia dell’enologia europea (perché di problemi analoghi ce ne sono
anche in Francia e Spagna) e farà ripensare il modello di sviluppo viticolo ed enologico attuale, soprattutto per quanto riguarda l’approvvigionamento sistematico e non emergenziale dell’acqua per la coltura della vite. Gelo, grandine e siccità hanno lasciato e lasciano il segno, a vario grado, sull’intero Vigneto Italia, ma non hanno ancora definito il carattere qualitativo dell’annata, che sarà più chiaro tra una quarantina di giorni, con i vigneti irrigati che potrebbero spuntare un livello qualitativo interessante a tutte le latitudini. L’attuale siccità potrebbe essere non solo croce ma anche delizia, tutto dipenderà dalla pioggia se e quando verrà e quanta ne cadrà. Ma è impossibile sbilanciarsi in previsioni. Questa la fotografia scattata da WineNews che ha chiesto a dodici degli enologi ed agronomi più importanti del Bel Paese un parere sulla vendemmia 2017, ormai già avviata per le basi spumanti e per i vitigni precoci. Al Nord, lo stato vegetativo dei vigneti è meno preoccupante, mentre al Centro-Sud i problemi sono maggiori soprattutto per i vigneti giovani. La siccità ha ridotto drasticamente peronospora e oidio, con calo dei trattamenti fitosanitari e uve in perfetto stato sanitario e, in questo unico senso, paradossalmente, si può parlare di una grande annata. Una vendemmia con il marchio “ottenuta da annata calda”, non solo impegnativa sul fronte agronomico, ma anche su quello enologico per scongiurare il più possibile la tendenza a vini dalla piattezza aromatica, dalla tannicità eccessiva e dall’esuberanza alcolica.

fonte winenews.it