Vino: export 2017 a +4,7% sul 2016 record

In un quadro di vendemmia più incerto che mai in Italia, con i primi grappoli già tagliati in qualche zona del Belpaese, dalla Franciacorta alla Sicilia, passando per la Sardegna, almeno una buona notizia sembra  arrivare per il vino tricolore: secondo la Coldiretti, le esportazioni sono cresciute del 4,7%, nei primi 4 mesi del 2017 sullo stesso periodo del 2016 (dati Istat), quando sono stati superati, per la prima volta, i 5,6 miliardi di euro, record storico, seppur imputabile alla sola crescita degli spumanti e del Prosecco in particolare, che hanno compensato il leggero arretramento dei vini fermi. Dati annunciati, oggi, per il taglio dei primi grappoli tra i filari di Faccoli, a Coccaglio, in Franciacorta. “Si tratta di una ottima premessa alla vendemmia 2017 che – ricorda la Coldiretti – interessa 650.000 ettari di vigne, dei quali ben 480.000 Docg, Doc e Igt e oltre 200.000 aziende vitivinicole. In Italia si prevede che la produzione made in Italy sarà destinata per oltre il 40% – precisa la Coldiretti – ai 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30% ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% a vini da tavola”. Con l’inizio della vendemmia in Italia, ricorda l’organizzazione agricola, “si attiva un motore economico che genera oltre 10,5 miliardi di euro di fatturato solo dalla vendita del vino, e che dà opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone, anche se quest’anno vanno segnalate difficoltà determinate dall’abrogazione dei voucher con i ritardi burocratici nell’avvio dei nuovi strumenti che rischiano di impedire a pensionati, studenti e percettori di integrazioni al reddito di partecipare al rito della raccolta”. Intanto il Ministero delle Politiche Agricole ha pubblicato sul suo sito il tradizionale “vademecum” (https://goo.gl/Cp6R8z), per la vendemmia che vede il debutto vero del discusso registro telematico. Mentre  l’Ispettorato Controllo Qualità e Repressioni Frodi (Icqrf) “ha già intensificato i controlli su eventuali comportamenti non regolamentari su raccolta e movimentazione delle uve, trasformazione e circolazione di prodotti e sottoprodotti vitivinicoli”.

fonte: winenews.it