L’Australia punta su Sangiovese e Sagrantino

Qualcosa, nel mondo del vino, seppur lentamente, sta cambiando. Sia nel gusto, sia nelle possibilità e nelle necessità produttive, perché i cambiamenti climatici in atto non sono un timore infondato, ma una dura realtà, a cui, come ha raccontato uno dei massimi esperti al mondo di enologia, il professore Attilio Scienza, a WineNews, dovremo abituarci ed adeguarci. Anche in vigna, dove nei prossimi anni assisteremo ad un ritorno delle varietà più resistenti, che poi sono principalmente quelle di origine mediterranea, a partire dagli autoctoni italiani, aiutate da portinnesti di nuova generazione e affiancate da varietà resistenti nate grazie alle ultime frontiere della genetica. In questo senso, un esempio di cosa potrebbe accadere, non solo in Italia ma in senso più globale, arriva dall’Australia, dove, come racconta l’ultimo report firmato Wine Intelligence, “Australia
Landscape 2017”, i consumi, e di conseguenza i nuovi impianti, si stanno spostando in maniera sempre più massiccia ed importante dalle varietà internazionali, o meglio francesi, come Syrah, Merlot e Cabernet Sauvignon, verso le varietà mediterranee: dal Tempranillo al Sangiovese, passando per il Sagrantino.

fonte: winenews.it