ADR: la risoluzione alternativa delle controversie civili e commerciali nel settore dell’arte e dei beni culturali

Sommario: 1. Premessa – 2. I metodi ADR utilizzati nel settore dell’arte e dei beni culturali: a) arbitrato; b) mediazione; c) L’expert determination – 3. Conclusioni.

1. Premessa

Stiamo assistendo ad un acceso dibattito sull’uso dei metodi di risoluzione alternativa delle controversie (ADR), nel settore dell’arte e dei beni culturali che ha visto, negli ultimi anni, una un aumento dei conflitti.

Nonostante vi siano dei casi in cui il giudizio ordinario rimanga il più appropriato, una causa legale non è sempre l’opzione migliore in forza dei suoi costi elevati, della sua lunghezza, dal peggioramento delle relazioni delle controparti, dall’incertezza del risultato e della possibilità di soccombenza.

Le controversie in materia d’arte sono differenti per loro natura e possono riguardare una varietà di parti, soggetti privati, persone fisiche e giuridiche, come artisti, case d’asta, collezionisti, gallerie ma anche enti pubblici come i musei e gli stessi Stati. Le controversie in arte possono essere di carattere contrattuale (es. la compravendita di un’opera d’arte) o extra-contrattuale (es. la restituzione di un bene culturale illecitamente esportato).

La risoluzione delle controversie in arte richiede specifiche competenze sia tecniche che legali che non sempre un giudice del tribunale possiede.

Per queste ragioni, ultimamente si guarda con attenzione ai metodi ADR come possibile soluzione alle problematiche del giudizio ordinario e delle giustizia in generale, indagandone sempre più benefici e difetti.

Quando si parla di metodi di risoluzione alternativa delle controversie, ci si riferisce ad una serie di meccanismi privati ed extra-giudiziali che permettono alle parti di risolvere i conflitti tra le parti con vantaggi evidenti rispetto al ricorso alla giustizia ordinaria:

  • celerità della procedura di mediazione;

  • costi contenuti della procedura di mediazione;

  • confidenzialità e riservatezza nella gestione della controversia;

  • imparzialità e indipendenza del mediatore;

  • possibilità di scegliere un mediatore con competenze specifiche;

  • facoltà di farsi assistere da un esperto (ad esempio un art advisor);

  • mantenimento delle buone relazioni tra le parti;

  • ottenimento di una soluzione concertata tra le parti (l’accordo).

2. I metodi ADR utilizzati nel settore dell’arte e dei beni culturali.

Vediamo ora quali sono i metodi principalmente utilizzati nel settore del diritto dell’arte e dei beni culturali e precisamente:l’arbitrato, la mediazione e l’expert determination.

a) Arbitrato.

L’arbitrato è un metodo ADR mediante il quale le parti di una controversia devolvono la decisione della stessa ad uno o più giudici “privati” (collegio arbitrale), sempre in numero dispari, chiamati arbitri. La disciplina dell’arbitrato rituale, di cui si tratta in questa sede, è regolata in Italia dagli articoli 806 – 840 c.p.c., che stabiliscono come “le parti possono far decidere da arbitri le controversie tra di loro insorte che non abbiano per oggetto diritti indisponibili, salvo espresso divieto di legge5, lasciando dunque spazio a tutte le controversie d’arte aventi ad oggetto diritti di cui gli attori possano disporre. Le parti possono devolvere la controversia in arbitrato prima che essa insorga, stipulando un compromesso in cui si determini per iscritto l’oggetto della controversia ex art. 807 c.p.c. Alternativamente, le parti possono inserire una clausola compromissoria nel contratto o in atto ad esso separato, stabilendo che le controversie insorgenti tra di esse vengano decise da arbitri6.

L’arbitrato è dunque una procedura formale, ma altresì flessibile, permettendo alle parti di scegliere i professionisti più adatti alla controversia, le modalità della procedura arbitrale, il luogo in cui si terrà il giudizio e la lingua di riferimento. La decisione finale, il lodo arbitrale, vincola le parti della lite alla sua osservanza ex art. 824 bis c.p.c. Tuttavia, esso non ha una diretta efficacia esecutiva. Qualora il lodo sia reso in Italia e debba essere applicato sul territorio nazionale, la parte vincitrice dovrà richiedere al giudice un provvedimento che conferisca al lodo efficacia di titolo esecutivo7. Diversamente, in forza della Convenzione di New York, qualora la parte vincente voglia far eseguire il lodo arbitrale reso in Italia o all’estero in un paese diverso da quello d’origine, il giudice estero potrà solo controllare formalmente il lodo, senza valutarne nel merito il contenuto.

b) Mediazione.

La mediazione civile e commerciale italiana è regolata dal D.Lgs. 28/2010, che la definisce come “l’attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, anche con formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa”. La mediazione prevede la presenza di un mediatore che cooperi con le parti al fine di trovare una soluzione alla controversia, senza però imporre una propria decisione finale. Il procedimento di mediazione può vertere solo su diritti disponibili ed è considerato obbligatorio o volontario a seconda della materia in oggetto.

E’ il legislatore ad aver definito all’art. 1bis le materie per cui è obbligatorio il tentativo di mediazione. Tra queste rientrano anche categorie giuridiche che toccano il diritto dell’arte, quali le successioni, le divisioni ereditarie o le locazioni. Per le materie escluse da tale elenco, sono le parti a proporre la mediazione all’organismo competente e regolarmente iscritto nelle liste del Ministero della Giustizia.

Il procedimento inizia con il deposito della domanda all’ente accreditato e continua con l’invito della parte istante ed invitata ad un primo incontro di mediazione. In tale sede, le parti decidono se proseguire o meno il procedimento, la cui conclusione avverrà in media nel corso dei due mesi successivi. Qualora le parti raggiungano un accordo e lo sottoscrivano con i propri avvocati, questo avrà efficacia di titolo esecutivo. Qualora invece non lo raggiungano, quanto detto durante il procedimento rimarrà riservato e le parti potranno dirimere la controversia con i mezzi del giudizio ordinario o mediante arbitrato.

c) L’expert determination

La determinazione da parte di esperti è una procedura in cui una controversia o una differenza tra le parti viene sottoposta, previo accordo tra le parti, a uno [o più] esperti che prendono una decisione in merito alla questione ad essa [loro]. La determinazione è vincolante, salvo diverso accordo tra le parti.

Le caratteristiche notevoli della determinazione degli esperti sono:

  • La determinazione degli esperti è consensuale

  • Le parti scelgono gli esperti con competenze pertinenti

  • La determinazione degli esperti è neutra e flessibile

  • La determinazione degli esperti è una procedura riservata

  • La determinazione di un esperto è vincolante e come tale ha un effetto contrattuale tra le parti

  • La determinazione degli esperti è una procedura flessibile che può operare in modo più informale e rapido rispetto a processi più ampi come l’arbitrato.

3. Conclusione.

La tempistica rapida del mondo dell’arte, dettata da mostre, eventi, presentazioni, tutte sistematicamente programmante, richiede una risoluzione altrettanto celere di tali conflitti: il protrarsi delle problematiche rischia, infatti, di atrofizzare i rapporti, rendendo impossibile (o, comunque, difficoltoso) lo sviluppo del progetto artistico intrapreso, nonché di creare situazioni disfunzionali che, oltre a far prevalere logiche di forza contrattuale, rendono i rapporti più instabili (e poco equilibrati).

Secondo la maggior parte degli esperti del settore, il ricorso all’autorità giudiziaria, tuttavia, non sempre riesce a dare una risposta efficace, sia in quanto i tempi e i costi del procedimento giudiziario sono spesso proibitivi, sia in quanto, in alcuni casi, proprio in ragione della “particolarità” della vertenza, la soddisfazione dei veri interessi delle parti in disputa non richiede una sentenza (oggettiva) di un giudice emessa all’esito di un’indagine approfondita degli istituti civilistici sottesi al rapporto. Rendendosi, invece, necessario il raggiungimento di un accordo che, a prescindere dalle ragioni e dagli obblighi giuridici delle parti, sia accettabile e sostenibile per tutti i litiganti e, soprattutto, sia idoneo a preservare (quando, in concreto, possibile) la relazione tra gli stessi. Si pensi, infatti, all’importanza della stabilità del rapporto tra artista e gallerista che ne espone l’opera o all’importanza di preservare l’immagine di un museo agli occhi del pubblico.

I metodi ADR, in questo specifico settore, tendono a offrire agli operatori professionali (case d’asta, gallerie d’arte, musei e fondazioni, associazioni non profit, artisti, compagnie di assicurazione, società di trasporto e di custodia di opere d’arte, banche e società di art advisory) degli strumenti utili ed efficaci per comporre i conflitti nel settore dell’arte e dei beni culturali avendo quale scopo principale quello di prevenire il contenzioso civile che si svolge nelle aule dei tribunali.

Pierluigi Farina