Ultima settimana per il Regno Unito nell’UE: cosa cambia per marchi e design?

A meno di sorprese dell’ultima ora, oltre tre anni dopo il famoso referendum britannico, la Brexit sta per diventare realtà: se mercoledì 29 gennaio il Parlamento europeo firmerà l’intesa di ritiro raggiunta con Londra, per venerdì 31 gennaio è previsto il discorso di Johnson alla nazione con il quale formalizzerà il divorzio. Scatterebbe così ufficialmente la Brexit segnando il primo restringimento della UE, che tornerebbe a 27 membri, e avrebbe inizio un periodo di transizione durante il quale Londra e Bruxelles potranno negoziare le future relazioni commerciali.

Cosa succede ai vostri diritti di proprietà industriale nel Regno Unito?

Premesso che la posizione del governo britannico in questo settore è ancora piuttosto incerta e rientra nell’ambito del potenziale accordo commerciale con l’Europa, sono già disponibili delle informazioni che chiariscono i prossimi passi di cui dovranno tenere conto i titolari di diritti UE.

Innanzitutto per quanto riguarda i brevetti, possiamo affermare che questa decisione non avrà effetti riguardo al Brevetto Europeo, poiché l’EPO è un ente amministrato dalla Convenzione sul Brevetto Europeo e non un’istituzione UE: il Regno Unito continuerà ad essere uno Stato membro dell’EPC e sarà quindi sempre possibile depositare domande di Brevetto Europeo designando questo Paese.

Diverso è l’impatto che la Brexit avrà su marchi europei e design comunitari poiché, una volta entrata in vigore, questi diritti non saranno più validi nel Regno Unito.
Il governo britannico tuttavia ha già indicato che, il giorno dopo l’uscita del Regno Unito dall’Europa, verranno create automaticamente (e senza costi da parte del titolare) delle registrazioni equivalenti in UK, identiche a quella europee. Queste registrazioni equivalenti avranno vita indipendente rispetto alle corrispondenti registrazioni UE, ma avranno comunque validità dalla data di deposito della registrazione originaria e manterranno la priorità di quest’ultima.
La durata della registrazione sarà pari a quella della UE e il rinnovo seguirà le regole della normativa nazionale del Regno Unito.
I titolari di tali nuove registrazioni riceveranno dall’Ufficio Brevetti e Marchi inglese una notifica attestante la creazione del nuovo diritto, il nuovo numero di registrazione e alcune indicazioni relative alla normativa inglese in materia; in caso di mancato interesse da parte del titolare sarà possibile rinunciare a tale registrazione (la cosiddetta “opt out”).

La procedura descritta si applicherà anche a designazioni dell’Unione Europea di marchi internazionali, che verranno duplicate in equivalenti registrazioni inglesi.

Le domande di registrazione che risultano pendenti il giorno di uscita dell’UK, potranno essere depositate come nuove domande nel Regno Unito entro un periodo di nove mesi, mantenendo la data di deposito e di priorità: le nuove domande dovranno riguardare diritti identici a quelli delle domande europee e saranno soggette ai normali processi di concessione nel Regno Unito.

L’accordo di recesso garantisce inoltre che le indicazioni geografiche di origine (DOP) e le denominazioni di origine protette (IGP) continueranno a essere tutelate nel Regno Unito; durante il periodo di transizione, la protezione DOP e IGP rimarrà in vigore e successivamente, durante i negoziati commerciali, saranno chiarite le posizioni del Regno Unito e dell’UE in merito alla protezione in corso delle merci nell’ambito dei sistemi DOP e IGP.

Qualora non si riuscisse a trovare un accordo, il governo britannico ha suggerito che i prodotti del Regno Unito protetti dalla legislazione dell’UE saranno anch’essi duplicati per fornire una continuità di protezione, tuttavia è probabile che DOP e IGP dell’UE non verranno automaticamente inseriti nel registro del Regno Unito e che i titolari avranno una finestra temporale di nove mesi entro i quali presentare la richiesta mantenendo le stesse date protette dal regime UE.

Come già detto, essendo la negoziazione commerciale una componente fondamentale dell’implementazione di questi regolamenti, la situazione sopra descritta è da considerare valida “fino a prova contraria”; noi continueremo a monitorare la posizione del governo del Regno Unito e dell’Unione Europea e forniremo ulteriori aggiornamenti sugli sviluppi.

 Dr. MODIANO & ASSOCIATI SpA