Vendita di quadro non autentico.

In caso di vendita di quadro non autentico, qualificabile come vendita di “aliud pro alio”, il diritto di richiedere la risoluzione e il conseguente risarcimento del danno è assoggettato alla prescrizione ordinaria decennale, il cui termine inizia a decorrere dalla consegna del quadro, che verifica l’inadempimento, senza che rilevi la circostanza chesegna il momento in cui sil’acquirente non fosse a conoscenza della non autenticità, in quanto ai fini della sospensione deltermine di prescrizione rileva l’impossibilità che derivi da cause giuridiche, non ancheimpedimenti soggettivi o ostacoli di mero fatto, tra i quali devono annoverarsi l’ignoranza delfatto generatore del diritto, il dubbio soggettivo sull’esistenza di esso e il ritardo indotto dallanecessità del suo accertamento.


Con ordinanza n. 996 del 14 gennaio 2022, la II sezione della Corte di Cassazione ha confermato l’avvenuta prescrizione del diritto dell’acquirente del quadro, garantito autentico e poi dimostratosi falso in quanto «il diritto di richiedere la risoluzione e ilconseguente diritto al risarcimento dei danni sono soggetti alla prescrizione ordinaria di cuiall’articolo 2946 c.c. e il termine di prescrizione incomincia a decorrere dal momento in cui si èverificato l’inadempimento, momento che coincide con la consegna del quadro».

Secondo la S.C. «condizione necessaria e sufficiente perché la prescrizione decorra è che il titolare del diritto, pur potendo esercitarlo, si astenga dal farlo, rilevando solo la possibilità legale e noninfluendo per contro, salve le eccezioni stabilite dalla legge, l’impossibilità di fatto in cui il detto titolare venga a trovarsi, con la conseguenza che ove il termine di prescrizione decorra senzache il compratore (il titolare del diritto) si attivi (sebbene sia in buona fede o ignori i propri diritti),questi non potrà agire nei confronti del “venditore scorretto”».


«L’impossibilità di far valere il diritto è solo quella che deriva da cause giuridiche che ostacolanol’esercizio del diritto e non comprende anche gli impedimenti soggettivi o gli ostacoli di merofatto, per i quali l’articolo 2941 c.c., prevede solo specifiche e tassative ipotesi di sospensione,tra le quali non rientra l’ignoranza, da parte del titolare, del fatto generatore del suo diritto, né ildubbio soggettivo sull’esistenza di tale diritto e il ritardo indotto dalla necessità del suoaccertamento».

Pare interessante notare che la Cassazione ha confermato l’orientamento interpretativo secondo cui all’acquirente di un quadro garantito come autentico spetta il diritto di ottenere la risoluzione del contratto per vendita di un bene diverso da quello pattuito (cosiddetta vendita di aliud pro alio).

Il compratore ha quindi diritto, oltre alla restituzione del prezzo, al risarcimento del danno, che consiste nella perdita di chance direalizzo di una cospicua plusvalenza che l’opera avrebbe conseguito nel tempo se fosse stataautentica.

Tale azione è soggetta al termine di prescrizione decennale che, secondo laCassazione, decorre dalla consegna del dipinto e non dal momento in cui l’acquirente abbia avuto, o avrebbe dovuto avere usando l’ordinaria diligenza, conoscenza del falso.

E’ consigliabile pertanto che l’acquirente, prima che siano passati dieci annidall’acquisto, si attivi facendo verifiche, per esempio, sull’autenticità dell’opera, sul periodostorico, sulla figura del venditore e sulla documentazione consegnatagli.

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