Società in stato di liquidazione e accertamento dello stato di insolvenza

Quando la società è in liquidazione, la valutazione del giudice, ai fini dell’applicazione dell’art. 5 l.fall., deve essere diretta unicamente ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare l’eguale ed integrale soddisfacimento dei creditori sociali, e ciò in quanto – non proponendosi l’impresa in liquidazione di restare sul mercato, ma avendo …

Accertamento del passivo e acquiescenza del creditore

  In sede di accertamento del passivo avanti al giudice delegato, la mancata presentazione delle osservazioni del creditore volta a contrastare la proposta negativa del curatore non può mai assumere il valore della acquiescenza ex art. 329 c.p.c., intesa come manifestazione espressa o tacita della volontà della parte soccombente di non volersi avvalere della impugnazione. …

In pendenza di istanza di fallimento al debitore non è consentito, una volta contestata la propria fallibilità, domandare di essere ammesso alla procedura di concordato preventivo

  In pendenza di istanza di fallimento al debitore non è consentito, una volta contestata la propria fallibilità, domandare di essere ammesso alla procedura di concordato preventivo. Configura un’ipotesi di abuso del processo la circostanza per cui il debitore, a seguito della chiusura dell’istruttoria prefallimentare, depositi ricorso per concordato preventivo in bianco, specificando di non svolgere …

Dichiarazione di fallimento e accertamento delle cause che hanno determinato lo stato di insolvenza.

    Ai fini della dichiarazione di fallimento, l'accertamento dello stato di insolvenza prescinde dalle cause che lo hanno determinato, anche se non imputabili all'imprenditore. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di fallimento di una società a responsabilità limitata reputando irrilevante che la relativa insolvenza fosse stata determinata dall'inagibilità, imputabile a terzi, del …

Fideiussore dell’imprenditore fallito e impugnazioni allo stato passivo di cui all’art. 98 l.fall.

  Il fideiussore dell'imprenditore fallito non è attivamente legittimato alle impugnazioni allo stato passivo di cui all'art. 98 l.fall., atteso che, da un lato, la sua posizione è accessoria a quella del debitore principale, a sua volta privo di interesse a veder ridotta la consistenza del proprio passivo, essendo stata la relativa legittimazione attribuita, in …

Che cos’è il cd. “piano del consumatore”

Dal 2012, per i consumatori che hanno difficoltà a gestire i propri debiti si è aperta un'importante possibilità: quella di ricorrere al cd. "piano del consumatore". Si tratta, in sostanza, dell'opportunità di rinegoziare i propri debiti attraverso un piano di ristrutturazione. Chi può accedere al piano del consumatore La procedura, contemplata dalla legge numero 3 …

Sovraindebitamento: carcere e multa per i debitori in malafede

La legge 3/2012 (c.d. legge salvasuicidi) è finalizzata a porre rimedio alle situazioni di sovraindebitamento non soggette nè assoggettabili a procedure concorsuali diverse da quelle regolate da essa, ed è consentito al debitore concludere un accordo con i creditori nell'ambito della procedura di composizione della crisi disciplinata dalla stessa. Per "sovraindebitamento" si intende la situazione di …

Continuità aziendale: affitto di azienda e prosecuzione dell’attività di impresa con assunzione del rischio.

  Un concordato preventivo non può qualificarsi in continuità aziendale ai sensi dell'art. 186-bis legge fall. per il fatto che sia in corso un contratto di affitto di azienda; la fattispecie del concordato con continuità aziendale può, infatti, ravvisarsi solo se esso preveda la prosecuzione dell'attività di impresa e quindi l'assunzione del relativo rischio ed …

La veridicità dei dati aziendali al momento del deposito della proposta.

  Tra le condizioni prescritte per l'ammissibilità del concordato preventivo rientra, ai sensi dell'art. 162, comma 2, legge fall., anche la veridicità dei dati aziendali esposti nei documenti prodotti unitamente al ricorso; sicché quando nel corso della procedura emerge che siffatta condizione mancava al momento del deposito della proposta, il tribunale può revocare ex art. …

Bancarotta fraudolenta per distrazione di beni conferiti in società fiduciaria

Cassazione penale, 17 Marzo 2016, n. 20108 La facoltà di servirsi dei titoli dati in gestione dai fiducianti è implicita nel possesso dei beni gestiti dall’imprenditore, in qualsiasi modo da lui ottenuto, e perciò attribuiti al patrimonio dell’impresa fallita, sicché, conseguita dagli amministratori di una società fiduciaria posta in liquidazione coatta la disponibilità dei titoli …